Otto anni fa usciva uno dei capolavori involontari della videografia italiana: il leggendario “Io ci sto” dell’Intesa San Paolo di Castiglione delle Stiviere. Una pietra miliare del trash destinata a entrare nella nostra mente collettiva come un vero Mandela Effect, facendoci chiedere: è davvero esistito… O è stata solo un’allucinazione collettiva?
Ok, il video era nato solo per uso interno e il mondo intero non avrebbe mai dovuto vederlo. Ma per questa guida è perfetto per capire una cosa: si possono fare video (quasi) a zero budget… E sembrare pure professionali.
Bene, ora che ti abbiamo catturato, ecco 10 consigli su come passare dalla gogna assicurata a video che tutti ricorderanno… per le ragioni giuste.
1. Che la luce sia con te
Se il tuo video sembra girato in una grotta ma non sei Will Buyers, c’è qualcosa che non va. La differenza tra un contenuto amatoriale e uno professionale? La luce.
Per gli Esterni
- Il Sole è la migliore fonte naturale: prediligi mattino o crepuscolo per un girato degno di Woody Allen.
- Evita la luce di mezzogiorno, se non vuoi sembrare appena uscito dallo studio di Pomeriggio 5 (e tu non sei nemmeno Barbara d’Urso, vero?).
*Pro Tip: se proprio devi girare in pieno giorno, scegli un’area ombreggiata. I tuoi clienti ti ringrazieranno.
Per gli Interni
Se giri in interni, qui la luce fa la differenza tra un video professionale e “Perché sembro il nuovo protagonista di Storie Maledette?”
Evita la luce dall’alto per non creare ombre sul viso poco piacevoli, usa finestre (hai delle finestre, vero?) che sono la versione gratuita di un softbox professionale… O quasi.
*Pro Tip:Se vuoi fare le cos per bene, aggiungi una o due lampade grandi per modellare la luce come più preferisci: il risultato non ti deluderà!
2. Il TARDIS non è un armadio
Il TARDIS è la macchina del tempo di Doctor Who: piccolo fuori, enorme dentro… Esattamente l’opposto del tuo set.
Dal momento che non puoi far sparire il caos come un dottore interdimensionale ricorda: niente pile di vestiti, niente piatti sporchi, niente poster di Twilight.
Parola chiave: ordine, pulizia, chiarezza.Il posto ideale? Ufficio o stanza libera, possibilmente senza finestra alle spalle, quanto basta evitare l’effetto Gandalf il Bianco (l’hai visto Le due Torri, vero?!).
3. It’s a kind of… Edit
CapCut va bene, iMovie pure… E se siete pro, benvenuti nel club di Premiere e DaVinci.
Occhio però: il software non fa miracoli. Serve anche un minimo di buon gusto, o finirai con una “cosa” stile vacanze di Natale di Zia Concetta in versione PowerPoint 2002.
Evita tagli improvvisati, testo che lampeggia e transizioni di fuoco uscite dai peggiori incubi di un creativo. Ricorda: l’ obiettivo è un video professionale, non un meme involontario (anche se, ammettiamolo, qualcuno lo guarderebbe lo stesso e riderebbe).
4. Less is More
Ripetiamo tutti insieme: montare semplice è la regola d’oro. Niente transizioni fiammeggianti, niente scritte in Comic Sans, niente filtri presi dal profilo Tumblr del 2016 del vostro amico hipster che tanto vi piaceva quando eravate adolescenti.
Tagliate pause imbarazzanti, rumori strani e quei silenzi in cui fissate la camera spaesati come se dietro ci fosse il vostro ex. Ricordate: meno è meglio, perché l’attenzione deve restare sul contenuto, non sul caos visivo.
5. L’audio è più importante del video (sì, davvero)
La gente può anche chiudere un occhio sulla qualità video, ma non su un contenuto che sembra registrato in lavatrice. Investite in un microfono decente (anche intorno ai 50-60€ si trovano gioiellini).
Però è sempre meglio dirlo: evitate vento, traffico, galline, vicini rumorosi, colleghi che tossiscono come se stessero morendo di tubercolosi… e i maledetti cellulari che suonano (rigirate piuttosto).
6. Video FERMO
Non poco movimentato, FERMO. A meno che non stiate girando il sequel di The Blair Witch Project, fatevi un favore e usate un treppiede. Se dovete cambiare inquadratura tagliate, non fate giri panoramici
7. Regola dei terzi
Non piazzatevi esattamente al centro come in una foto del passaporto. Spostatevi un po’ a destra o a sinistra… senza farci venire il mal di mare.
Il formato dipende dall’obiettivo:
- Orizzontale per YouTube
- Verticale per Shorts, TikTok, Instagram, Facebook… E perché no, anche LinkedIn
*Pro Tip: attivate la griglia: vi aiuta a rispettare la regola dei terzi e a non finire esattamente al centro dell’inquadratura (sarebbe troppo noioso).
08. Imparate a stare davanti alla telecamera
Sorridete, respirate, parlate piano e non incrociate le braccia: sembrereste arrabbiati con il mondo. Non muovete troppo le mani: sembrereste tipo chi non sa che fare davanti alla fotocamera. Postura dritta, come se aveste la vita sotto controllo…
(anche se non è vero).
09. Cambiate angolazione
Un’unica inquadratura fissa per 3 minuti? Anche no.
Cambiate punto di vista se potete, e rendete il tutto più dinamico in post produzione alternando le scene a dei close-up o ad altre inquadrature in dissolvenza (possibilmente ogni 3 secondi). Se cambiate angolazione ogni tanto anche meglio: minimo 45°, non fate i timidi.
10. Non improvvisate TUTTO
“Sì sì, vado a braccio”: le ultime parole famose.
Risultato: 18 minuti di niente + 2 ore di montaggio per salvare il salvabile (e fidati che poi ti mangi le mani)
Piuttosto, scrivete sempre obiettivo, script, punti chiave e vi risparmiete un sacco di lavoro.
Conclusione: potete farcela. Davvero.
Fare video professionali non è difficile… Basta un po’ di pianificazione, luce decente, audio pulito e qualche trucco da vero videomaker galattico.
E ricordate: la costanza batte l’attrezzatura. Sempre.
Seguite queste regole, e ricordate: la forza del video non è sempre nell’attrezzatura, ma in chi la usa. Quindi, treppiede pronto, microfono acceso e… Che l’editing sia con voi!

